"In fluenti traslati"

In esposizione "In fluenti traslati" dedicata al grande artista Arrigo Lora Totino, cura di Giovanni Fontana. Martedì-venerdì dalle 15.30 alle 19.30, sabato dalle 10 alle 12 e dalle 15.30 alle 19.30, fino al 12 maggio.

La Fondazione custodisce un’ampia raccolta di opere di Arrigo Lora Totino (1928-2016), acquisite
da Paolo e Pietro Berardelli a più riprese, in occasioni favorite da una vecchia e cordiale amicizia
con l’artista torinese, spesso coinvolto dalla Fondazione stessa per eventi espositivi e performativi. L’attuale collezione, arricchita recentemente con ulteriori acquisizioni, rappresenta tutte le tappe fondamentali del suo percorso creativo, particolarmente vario ed articolato in ragione dei molteplici ambiti d’intervento praticati. L'artista si è distinto, infatti, per la sua poliedricità, sempre pronto ad indagare nuovi settori di ricerca. Agli inizi della sua carriera pratica la pittura. Condivide lo studio con Mario Merz, passando da forme neo-espressionistiche all’informale, fino all’optical art. Ma il suo primo traguardo fondamentale è la creazione, nel 1961, della rivista "Antipiugiù", che si distingue immediatamente per l’originalità del carattere sperimentale e per l'apertura verso la poesia concreta internazionale, di cui Lora Totino diventa, nel giro di pochi anni, uno degli esponenti di spicco. Nel 1965 crea "Modulo", rivista che coinvolge i più importanti autori del settore. La rivista costituirà un pilastro nella storia dell’artista, che, in qualità di specialista italiano, otterrà l’incarico (con Dietrich Mahlow) per la cura della mostra "Poesia concreta - Indirizzi visuali e fonetici" alla Biennale di Venezia nel 1969, dove, tra l'altro, viene proposta un’ampia rassegna dei fatti e dei protagonisti della poesia fonica. Lora Totino si sofferma in particolare sul Futurismo, movimento che tiene sempre in grande considerazione, con studi e ricerche che ne favoriscono la rivalutazione in ambito poetico. Da quel momento il suo lavoro si concentra sulla ricerca intermediale. Inventa le
"verbotetture" e i "cromofonemi" che propone in esposizioni internazionali e pubblica su importanti
testate. Dalle esperienze effettuate nello "Studio di informazione estetica", fondato a Torino con il musicista elettronico Enore Zaffiri e con l’artista plastico Sandro De Alexandris, nascono i suoi primi
esperimenti di poesia sonora, cui farà seguito un ponderoso corpus di registrazioni e da cui
partiranno gli stimoli per la pratica della performance. Crea la “poesia ginnica” e le
“mimodeclamazioni”; realizza con Piero Fogliati "l’idromegafono", che impegna per la sua "poesia
liquida"; usa apparecchi per plasmare, modellare, deformare il materiale linguistico. Con le sue
creazioni fonogestuali partecipa a numerosi festival ottenendo grande successo per il taglio ironico, talora cabarettistico, delle sue pièce. Egli appare in calzamaglia nera o bianca, con fisico agilissimo, sempre pronto a sorprendere con acrobazie vocali condizionate dal movimento del corpo e dalle esigenze della scena. Nel 1977, inventa le "fotodinamiche simultanee", dove, imprime su un medesimo fotogramma l’intera azione dei poemi ginnici ispirandosi al Fotodinamismo futurista di Anton Giulio Bragaglia. Negli anni 2000 si dedica ad ampi collage, molti dei quali realizzati con testi deformati tramite procedimenti xerox, a composizioni tridimensionali come i “fiori della prosa”, dove oggetti tipografici saltano fuori da superfici trattate uniformemente con collage di testi, o come le "macchine celibi", dove su piani bidimensionali sono montati piccoli oggetti, o anche come le divertenti scritture figurate, dove oggetti e lettere si aggregano in parola, alla maniera dei
cinquecenteschi sonetti figurati di Giovanni Battista Palatino. La sua produzione verbovisuale è, pertanto, molto vasta e diversificata. Caratterizzata dalla molteplicità dei suoi interessi, si presenta nelle forme più disparate: pitture, monotipi, serigrafie,
collage, libri d’artista, oggetti plastici, otodinamiche, partiture, scritture paramusicali, nastri magnetici, dischi, video, ecc. Il denominatore comune è costituito dalla parola che passa continuamente da una dimensione all’altra, dal suo corpo figurale a quello sonoro, dalla pagina allo spazio scenico, subendo e provocando contaminazioni e interferenze in un continuo, coerente e caleidoscopico fluire, tanto che, adottando le stesse parole di Arrigo Lora Totino, per il suo lavoro si potrebbe legittimamente parlare di "fluenti traslati".

Fondazione Berardelli
Brescia, via Milano, 107
15 aprile-11 maggio
030.313888
Ingresso libero
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martedì 17 aprile 2018