"La bellezza del sacro"

In esposizione "La bellezza del sacro", opere mai esposte dalle collezioni dei conti Luigi e Piero Lechi. Mercoledì-sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18, aperta fino al 14 gennaio.

Questa piccola mostra natalizia è l'occasione per una speciale ricognizione tra le opere a tema
religioso conservate nei depositi del Museo Lechi e non ancora esposte al pubblico, seppure
meritevoli di essere conosciute, talvolta ascrivibili ad artisti ormai noti, in altri casi a comprimari del
tutto sorprendenti. Si tratta di una selezione di dodici dipinti "da cavalletto" o di piccolo formato, databili tra il primo Seicento e la fine del Settecento, nati per una destinazione privata, commissionati e acquistati per motivi devozionali o per puro collezionismo. In effetti le opere a soggetto sacro costituiscono spesso la parte numericamente più consistente di quadrerie storico nobiliari come quella donata ai monteclarensi nel 2005 dai fratelli Luigi e Piero Lechi, nella quale va ricordato confluirono pezzi di importanti collezioni di antiche famiglie bresciane come i Valotti, gli Avogadro o i Maffei Erizzo. In quei secoli gli artisti trovarono ispirazione da un'inesauribile moltitudine di temi iconografici sacri tratti da svariate fonti, dalle vite dei santi agli episodi evangelici e biblici. Tra i soggetti più diffusi spicca la classica rappresentazione della Sacra Famiglia, tradizionalmente donata nei secoli passati come
cadeau de mariage. La mostra ne presenta tre. Una di Giacomo Ceruti il Pitocchetto, forse meno
assiduo nel sacro. Le altre, di minore formato, sono due piccoli gioielli del tardo Settecento: la prima
del bresciano Domenico Vantini, padre di Rodolfo. La seconda del veronese Agostino Ugolini, scelta
come manifesto della mostra per il finissimo intaglio della cornice che la impreziosisce. Non mancano soggetti più rari, come il cruento Martirio di Sant'Agata, tela seicentesca della bottega
milanese dei fratelli Procaccini o temi evocati per proteggere l'infanzia come il Tobiolo e l'angelo che
Vittorio Sgarbi dopo un'incursione notturna nei depositi del museo ha correttamente attribuito al
pittore vicentino Alessandro Maganza. Un San Girolamo penitente del genovese Giovan Battista Langetti stupisce per la qualità della pennellata vivace e pastosa. Proviene dall'antica raccolta Avogadro, tra le più visitate dai tourist nella
Brescia del Settecento. Mentre un piccolo e delicato dipinto su rame di un anonimo fiammingo del
primo Seicento raffigura un episodio esemplare di generosità cristiana sempre più attuale: San
Martino a cavallo che dona il proprio mantello a un mendicante, opera da ammirare con l'ausilio di
una lente d'ingrandimento che verrà messa a disposizione dei visitatori.

Museo Lechi
Montichiari, corso Martiri della libertà
Fino al 20-01-2018
Ingresso gratuito
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domenica 14 gennaio 2018