"Nero su bianco"

In esposizione la personale "Nero su bianco" di Claudio Adami, da giovedì a sabato dalle 15.30 alle 19.30, fino al 12 gennaio 2018.

La mostra raccoglie sotto il titolo complessivo "Nero su bianco" una serie di nuove opere di china su carta assieme ad altri lavori che l’artista ha sviluppato nell’ultimo decennio. Non è possibile fare riferimento all’intera opera di Claudio Adami senza pensare a quella di un calligrafo cinese o di un miniaturista islamico, fuori dello spazio e lontano nel tempo. Tale è il carattere della sua pratica artistica da risultare una disciplina rigorosa e ossessiva che Adami coltiva da quasi quaranta anni, senza deviazioni e cedimenti. Eppure il suo duraturo e attuale rapporto con la parola scritta è l’erede diretto della tradizione modernista inaugurata da Mallarmè e giunta a maturità negli anni ’70, tra declinazioni minimaliste, concettuali e di visual poetry.
"Nero su bianco" allude al gesto primo e fondante della scrittura, al tracciato della china sulla carta, all’origine materiale del testo. Ma allude pure al tentativo esasperato di racchiudere ogni possibile discorso nel fragile spessore del segno calligrafico, nella sottile linea nera tracciata dall’inchiostro sulla superficie del foglio. Come riassorbire tutte le frasi in una sola parola, tutti i libri in una pagina, tutto il mondo in un libro? Per questo il suo ininterrotto esercizio di riempire pagine e pagine di segni ricorda piuttosto la ripetizione senza fine di un mantra, uno stato di trance, una massima concentrazione senza alcuna concessione agli stimoli esterni. Ma proprio questo tipo di scrittura tradisce un’originaria scissione tra segno e significato, tra veduto e letto, tra immagine e testo. Da qui prende forma quella proliferazione di una scrittura indecifrabile senza alfabeto né parole, tipica di Claudioadami, destinata a saturare la pagina con densi segni neri in modo freddo, automatico, ripetitivo senza che ne possa emergere alcun significato. Altrettanto paradossale risultano le infinite variazioni dei formati attraverso cui Adami cerca di declinare le sue cosiddette varianti scritturali: dai notebooks agli archivi, dalle partiture alle enumerazioni, dai tabulari ai rotoli da svolgere. Che questa scrittura asemantica non traduca o attesti altro che la presenza dell’autore lo dichiara la serie delle "Registrazioni" in cui il tempo diventa il centro di questo esercizio senza inizio né fine, in cui il suo passaggio risulta equivalente alla sua sospensione. Di tutto ciò Claudio Adami non fa altro che registrare, con esattezza beckettiana, il percorso vano.

E3 Arte contemporanea
Brescia, via Trieste, 30
Fino al 11-01-2018
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mercoledì 15 novembre 2017