"Brescia Photo festival" / "Belle dentro"

Per "Brescia Photo festival", fino al 31 luglio "Belle dentro. Racconti di libertà sospesa dal carcere femminile di Verziano" a cura di Renato Corsini e Carlo Alberto Romano. Orari: da giovedì a domenica dalle 15 alle 19, chiuso tutti i lunedì, martedì e mercoledì.

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15 ritratti saranno esposti nelle stazioni della metropolitana nelle giornate del festival, l’intero reportage sarà allestito allo Spazio contemporanea.

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Andy Warhol diceva che «nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti» e, aggiungo io, «avrà diritto alla sua straordinaria quotidianità»: quella che una detenuta perde quando mette piede in un carcere, quella che la fotografia segnaletica le toglie come primo atto di allontanamento dalla realtà, come estraniazione dai meccanismi, anche di rappresentazione, della propria personalità.

Mentre “fuori” la propria immagine diventa sempre più momento di comunicazione demandato alla bulimia dei selfie e alle applicazioni degli smartphone, “dentro” ogni forma di racconto visivo è bandita e negata dall’impossibilità di usare qualsivoglia mezzo fotografico.

Senza una sua rappresentazione, senza la possibilità di esibirne testimonianza anche la femminilità delle detenute viene pesantemente mortificata insieme alla privazione della libertà che l’espiazione della pena comporta. Il momento riabilitativo dimentica una delle sue componenti più significative e probabilmente più sentite: quella dell’attenzione alla propria immagine, che perde di significato senza il confronto con l’esterno. Penso sia anche per questo, per il desiderio di avere comunque documentazione di un vissuto che, pur negativo, appartiene alla propria vita, per la possibilità di condividere un’esperienza diversa all’interno del carcere, e per giocare con se stesse, che le ospiti della casa circondariale di Verziano abbiano con entusiasmo accettato di comparire in questo lavoro.

Comunicare con l’esterno, rivendicare anche con orgoglio la propria esistenza nella coscienza di aver fatto un errore o nella consapevolezza di esserne semplicemente vittime, costituiscono motivazioni sufficienti ad accettare la proposta di un racconto per immagini. La routine penalizzante di un percorso carcerario contrapposta alla straordinarietà di una sala posa, di un set dove sentirsi protagoniste dopo una seduta di trucco e parrucco nelle sapienti mani di professionisti, hanno dato corpo a questa bellissima esperienza, senza quelle gerarchie e complessi d’inferiorità o di frustrazione che uno si immagina in queste situazioni.

Renato Corsini

Spazio contemporanea
Brescia, corsetto Sant'Agata 22
Fino al 30-07-2019
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