"Specchio41"

Inaugurazione della mostra personale "Specchio41" di Manuel Gardina e Zen Zero.

SPECCHIO41 prende vita dall'unione d'intenti di due giovani artisti bresciani, Manuel Gardina (Brescia, 1990) e Zen Zero (Brescia, 1994), che si sono trovati a condividere lo stesso spazio in via Elia Capriolo 41, laboratorio creativo e studio nel cuore del Carmine, a Brescia. Proprio tale visione comune ha fatto in modo che la base operativa dello studio d'arte fosse il quartiere che, più di ogni altro, in questi anni è riuscito a mutare, aprendosi al nuovo e creando una sinergia tra realtà artistiche differenti. Lo spazio si affaccia su via Elia Capriolo, all'angolo con via Marsala, e le ampie vetrate permettono a chiunque di osservare in diretta il lavoro dei due artisti. È questo, infatti, uno dei punti fondamentali per entrambi i ragazzi: riuscire a creare una forte interazione tra il loro ambiente e il quartiere, i cittadini bresciani. SPECCHIO41 è un luogo aperto al pubblico, dove non vi sono differenze formali e dove chiunque è il benvenuto. Obiettivo primario è organizzare periodicamente mostre che si differenzino di volta in volta, accogliendo artisti di qualsiasi genere: non solo pittura, ma anche performance, scultura e fotografia, per restituire un'istantanea il più accurata possibile del momento che sta vivendo l'arte italiana, in particolar modo bresciana.
"Brescia è riuscita a crescere molto in questi anni", affermano entrambi, "Abbiamo visto la città cambiare, dando spazio a progetti artistici importanti come la nascita di Palazzo Martinengo, che ogni anno regala grandi mostre; Palazzo Monti, residenza artistica unica nel suo genere; Carme, una chiesa sconsacrata che propone mostre e interessanti riflessioni sull'arte contemporanea. Ci sembrava il momento giusto per puntare su Brescia". È dunque il tentativo di dare il proprio contributo al continuo processo di crescita di Brescia che ha spinto due artisti, di formazione ed esperienze diverse, a trovarsi nuovamente nella propria città natale. Brescia è una città in fermento, che sta creando moltissime iniziative legate all'arte sul territorio.
L'inaugurazione del 6 dicembre 2018 (ore 18.00) si apre con una mostra dal titolo "Maverick", a cura di Pietro Bazzoli (Brescia, 1991), che espone opere recenti dei due artisti; una doppia personale che è al contempo punto di arrivo e partenza della loro esperienza artistica. Non è un caso che "maverick" sia il termine usato dai cowboy per indicare i giovani capi di bestiame, ancora privi di marchi di riconoscimento. È il primo capitolo di un percorso che si propone di indagare i diversi processi della produzione artistica dei due artisti bresciani, rispettivamente impegnati su elementi come materia e colore. Il percorso espositivo si snoda attraverso le due sale di cui è composto lo studio, dividendo in modo quasi speculare gli spazi: la prima è dedicata alle opere di Zen Zero, per poi passare a quelle di Manuel Gardina. Il lavoro di ricerca di Zen Zero si sviluppa attraverso la concezione della materia, accostando elementi naturali a tratti pittorici in un continuo scambio. Si tratta di una poetica che guarda all'oggetto come risultante dell'azione della Natura e, quindi, carico di peculiarità - quali bilanciamento, spessore, segno - che lo rendono bello in modo assoluto. Zen Zero usa spesso l'ardesia, pietra da cui riesce a trarre valenze simboliche che rielabora in pittura: è dal dialogo esistente tra ciò che è offerto all'uomo dalla Natura e il tratto restituito tramite il suo segno sulla tavola che nascono le sue opere, un vero e proprio accostamento di simboli. Per Manuel Gardina, invece, l'elemento fondamentale è la luce: il colore utilizzato nelle sue tele muta, si trasforma, creando un godibile intreccio di segni che superano i confini dello spazio. Egli rielabora in modo consapevole la sua esperienza da street artist, abbandonando l'immagine: il figurativo passa in secondo piano, mentre si caricano di significati profondi gli elementi inosservati, come schizzi e sfumature incontrollate. Sono quest'ultimi che, rielaborati internamente dall'artista, trovano una giusta collocazione all'interno delle sue opere, riqualificazione attenta di ciò che comunemente passa in secondo piano.

Brescia, via Elia Capriolo 41/A
6 dicembre
ore 18.00
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